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Lo smog

Lo smog
L'inquinamento atmosferico delle aree urbane è comunemente detto smog, parola derivante dall'accoppiamento di smoke (fumo) e fog (nebbia).
Si possono tuttavia distinguere due tipi di smog con caratteristiche differenti:, essi sono chiamati, rispettivamente, smog tipo Londra (o classico) e smog tipo Los Angeles (o fotochimico) dal nome delle città in cui questi tipi di smog si sono presentati in maniera caratteristica.
Lo smog classico è dovuto all'azione di biossido di zolfo e particolato nelle ore prossime all'alba in condizioni di bassa insolazione, bassa velocità del vento, temperatura prossima a 0°C (stagione autunnale ed invernale).
Esso si forma per il ristagno nell'atmosfera delle particelle solide e dell'anidride solforosa prodotti dalla combustione, a seguito di condizioni meteorologiche favorevoli all'instaurarsi dei fenomeni di inversione termica.
Lo Smog fotochimico è dovuto, invece, all'azione di ossidi di azoto, ossido di carbonio, ozono ed altri composti organici volatili sotto l'azione della radiazione solare.
Lo smog fotochimico si verifica in estate nelle ore centrali della giornata in presenza di alta insolazione, bassa velocità del vento, temperatura superiore a 18°C.
Gli ossidi di azoto ed i composti organici volatili sono fra i componenti principali delle emissioni nelle aree urbane; le città poste nelle aree geografiche caratterizzate da radiazione solare intensa e temperatura elevata (es. aree mediterranee) costituiscono dei candidati ideali allo sviluppo di episodi di inquinamento fotochimico intenso.
Rispetto allo smog classico, quello fotochimico è caratterizzato da un'attività chimica molto più intensa e presenta una complessa catena di reazioni che hanno luogo sotto l'effetto della luce.
In una regione quale è quella Mediterranea le alte intensità luminose e le elevate temperature favoriscono le reazioni che portano alla formazione dello smog fotochimico e in particolar modo dell'ozono.
Questo tipo di inquinamento rappresenta un problema per la salute dell'uomo, degli animali e delle piante. Infatti, queste ultime, avendo un organo come quello fogliare con un rapporto superficie/volume molto elevato, assorbono, attraverso le aperture stomatiche, una ingente quantità di inquinanti gassosi.
Purtroppo, dato che le reazioni che portano alla formazione di agenti fotochimici sono molto complesse, e la loro distribuzione è legata alle condizioni meteorologiche, risulta difficile prevederne l'evoluzione e la distribuzione spazio-temporale e prendere conseguentemente i dovuti provvedimenti.
Comunque, nonostante il gran numero di sostanze chimiche pericolose presenti, lo smog fotochimico non ha provocato effetti acuti così drammatici come lo smog classico che, durante gli episodi più gravi, ha causato migliaia di morti. I principali effetti dello smog fotochimico sono una forte irritazione agli occhi e difficoltà nella respirazione.
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