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Teoria ondulatoria della luce

Teoria ondulatoria della luce

La luce Ŕ un fenomeno fisico di natura energetica. Se, per esempio, riscaldiamo un corpo di materiale metallico, fino ad una certa temperatura, otteniamo un emissione luminosa. La propagazione avviene sotto forma di radiazioni nello spazio vuoto e nei materiali solidi, liquidi ed aeriformi, che consideriamo trasparenti alla luce. Una teoria scientifica - la teoria ondulatoria della luce - interpreta queste radiazioni come onde elettromagnetiche: un alternarsi ciclico di campi elettrici e magnetici concatenati, generati da rapidissime oscillazioni di cariche elettriche, variabili in intensitÓ con legge sinusoidale e perpendicolari alla direzione in cui si muovono le radiazioni.
Un fascio di luce Ŕ composto da un insieme di onde elettromagnetiche trasversali rispetto alla direzione di propagazione. Assunta come fenomeno di tipo ondulatorio, la radiazione elettromagnetica Ŕ caratterizzata da due grandezze fisiche: la lunghezza d'onda e la frequenza. La lunghezza d'onda, indicata solitamente con la lettera greca l, Ŕ la distanza, espressa in nanometri, percorsa dall'onda durante un ciclo completo di oscillazione (La lunghezza d'onda Ŕ la distanza fra due creste consecutive di un'onda sinusoidale).
La frequenza, che ha per simbolo la lettera greca v, Ŕ il numero di cicli completi di oscillazione che avvengono in ogni secondo. Si esprime in hertz (Hz): 1 hertz equivale a 1 ciclo al secondo.




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